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    Testi | "Eurasia" | Limiti geopolitici del continente eurasia di Carlo Terracciano 26 Agosto 2007 

    Limiti geopolitici del continente Eurasia di Carlo Terracciano

    Ripubblichiamo un articolo SEMPRE ATTUALE di Carlo Terracciano...

    Dopo limprovviso crollo dellUnione Sovietica e la fine della divisione politica dellEuropa in due blocchi contrapposti, a risorgere dalle ceneri di Yalta non stato solo il Vecchio Continente ma anche la Geopolitica.

    Possiamo anche dire luna in conseguenza dellaltro, in naturale simbiosi. Dottrina ostracizzata e demonizzata nel dopoguerra come pseudoscienza nazista, oggi le analisi geopolitiche riempiono le pagine di giornali, periodici, rotocalchi, arrivando persino talvolta ad intrufolarsi, QUASI SEMPRE A SPROPOSITO, nei discorsi di politici e politologi.

    Dopo limprovviso crollo dellUnione Sovietica e la fine della divisione politica dellEuropa in due blocchi contrapposti, a risorgere dalle ceneri di Yalta non stato solo il Vecchio Continente ma anche la Geopolitica. Possiamo anche dire luna in conseguenza dellaltro, in naturale simbiosi. Dottrina ostracizzata e demonizzata nel dopoguerra come pseudoscienza nazista, oggi le analisi geopolitiche riempiono le pagine di giornali, periodici, rotocalchi, arrivando persino talvolta ad intrufolarsi, QUASI SEMPRE A SPROPOSITO, nei discorsi di politici e politologi.

    Un termine geopolitico che, seppur molto a fatica, si sta facendo strada nelle analisi degli esperti, o presunti tali, quello di EURASIA. Forse uno dei pi abusati nelluso che se ne fa ora, quanto fumoso nei reali contorni storico-geografici. Anche per le evidenti implicazioni di politica internazionale che esso rappresenta e sempre pi rappresenter nel futuro prossimo. Eppure Eurasia, nella terminologia geopolitica, un CONTINENTE che ha un ben preciso connotato geografico.

    Intanto bisogna sfatare un luogo comune giornalistico, facilmente veicolabile dalla parola stessa, chiaramente composta da Europa e Asia; e cio che essa non sia altro che la somma dei due continenti dei quali, in effetti, geograficamente parlando, innegabile lunitariet, essendo lEuropa nientaltro che un prolungamento ad ovest della massa terrestre asiatica, una penisola di grosse dimensioni dellAsia stessa. Europa a sua volta suddivisa in penisole (la Scandinavia, lIberia, la penisola italicae isole). Se a questa unit dovessimo aggiungere lAfrica, avremmo quello che si denomina il Vecchio Mondo (meglio Mondo Antico) contrapposto allaltra grande massa di terre emerse che lAmerica (le Americhe): potremmo definirla EURASIAFRICA, con un neologismo ridondante.

    In verit le cose non stanno affatto cos. Bisogna prima di tutto ricordare che la suddivisione dei continenti considerata dagli studiosi di geopolitica NON corrisponde a quella che ci hanno insegnato fin dalle elementari, cio i 5 Continenti: Europa, Asia, Africa, America, Australia (i cinque cerchi colorati del vessillo olimpico). Per la geografia classica i continenti sono masse di terra emersa circondate da mari e oceani ed atte alla vita delluomo; la qual cosa spiega, per esempio, perch lAntartide, vera isola-continente a se stante, terra perennemente ricoperta di altissimi ghiacciai, non sia mai considerata come tale e semmai posta in parallelo allArtide, notoriamente fatta solo si ghiaccio.

    Gi da questa definizione possiamo dedurre che lEuropa appunto NON un continente neanche per la geografia cattedratica ufficiale, rispondendo solo su tre lati alla caratteristica dellisolamento marino e oceanico. Ad est il confine con lAsia corre lungo la catena degli Urali per oltre 2000 km., da Circolo Polare Artico, al fiume Ural e al Caspio. Montagne non particolarmente alte, 1000/1500 metri e che al centro e sud degradano verso la depressione caspica. Poco pi che un sistema collinare esteso in verticale.

    Nei millenni gli Urali non hanno mai rappresentato un vero baluardo alle migrazioni di popoli, in un senso e nellaltro, come dimostrano tra le tante le invasioni mongoliche della Russia e la colonizzazione russa della Siberia. In Geopolitica i continenti sono quelle aree della Terra che, per le loro caratteristiche di OMEGENEITA, CONTIGUITA, INTERDIPENDENZA economica, politica, umana, rappresentano una UNITA, geografica e [quindi] anche storica; favorendo migrazioni di popoli, interscambi, conquiste che passano per alcuni nodi geostrategici essenziali. E si badi bene: queste Aree Geopolitiche Omogenee NON sono nettamente confinanti luna con laltra, ma intersecantesi tra loro. Proprio come i cerchi olimpici rappresentati luno concatenato allaltro.

    Ecco perch le aree confinarie, sul modello non del confine moderno ma del limes romano, sono rappresentate da fascie, molto estese e non nettissimamente definibili. Cos uno o pi stati odierni possono appartenere ad almeno due unit geopolitiche confinanti, anzi intersecatesi. Esempio: le penisole meridionali della grande penisola Europa, Iberia, Italia, Grecia sono certamente eurasiatiche (nel senso che specifichiamo oltre), ma contemporaneamente e altrettanto certamente Mediterranee.

    Il Mediterraneo (in medium terrae) infatti, mare chiuso, con numerose isole e penisole e con stretti che lo collegano sia allAtlantico, che al Mar Nero e al Mar Rosso/Oceano Indiano (specie dopo lapertura del canale di Suez) esso stesso ununit geopolitica. Non separazione, ma passaggio e collegamento tra le sue coste a nord e a sud, in Medio Oriente e nord-Africa, fin dai tempi pi remoti. La posizione privilegiata della penisola italica al centro, con la Sicilia come nodo strategico di controllo (si pensi al ruolo decisivo del suo possesso nello scontro mondiale tra Roma e Cartagine o durante lavanzata islamica o anche nellinvasione USA del continente nel 1943), spiega, per esempio, come gli etruschi prima e i romani poi siano stati per secoli i dominatori dellarea e questi ultimi gli unificatori totali del bacino mediterraneo.

    A sua volta il nordafrica arabo-islamico rappresenta unaltra catena intersecantesi con lEuropa attorno a questo mare, fino alle propaggini mediorientali; mentre il vero baluardo tra Magreb e Africa Nera corre a sud, nel vasto mare non di acqua ma di sabbia che, dopo il Sahel arriva alle savane e alle boscaglie nel cuore dellAfrica. Sahel e savana sono la loro elissi di congiunzione.

    Avendo sempre ben presenti questi presupposti, torniamo alla nostra Eurasia. Lunit geopolitica dellEurasia allora rappresentata dalla penisola Europa, ben oltre la non rilevante strozzatura tra Kalinigrad e Odessa, fino agli Urali E lintera Siberia, fino al mare di Okhotsk/Mar del Giappone, con a sud Vladivostock, la Porta dOriente e a nord lo stretto di Boering. Uno stretto peraltro superato nei millenni passati dalle popolazioni siberiane che raggiunsero il continente poi americano, percorrendolo da nord a sud, nonch da esploratori russi che arrivarono fino a met dellattuale California ! Il VERO confine dell Eurasia, come unit sia geografica che politica, quindi dato a nord dal Mare Glaciale Artico fino al Polo, ad ovest dallAtlantico (vero separatore storico-geografico di due masse continentali ben distinte), a sud dal Mediterraneo/Bosforo/Mar Nero, fino al Caspio, lungo la linea meridionale del Caucaso.

    In Asia poi, da sempre, sono i deserti centroasiatici e le grandi catene montuose ad aver rappresentato il pi naturale ostacolo tra bacini geopolitici omogenei; certo non insuperabili, ma comunque tanto ben netti da creare diversi tipi di civilt, almeno fino allavvento della moderna tecnologia di movimento. Per esser pi precisi, partendo dal nord-Caspio e fiume Ural, potremmo indicare nel 50 PARALLELO allincirca la linea di separazione tra Eurasia bianca (termine che usiamo senza alcuna connotazione razziale) e Asia Turcofona; una fascia questultima a sua volta storicamente omogenea, che corre dalla costa mediterranea della repubblica turca fino ai bassopiani delle ex repubbliche sovietiche islamiche e al Sinkiang cinese; Tagikistan escluso, il quale, a sua volta fa parte di quellIslam ariano che comprende Iran, Afghanistan e Pakistan, fino al tradizionale confine dellIndo.

    Oltre inizia il subcontinente indiano che, protetto a nord dal bastione himalayano, ha sviluppato nei millenni una sua civilt autonoma, che oggi conta ben oltre un miliardo di individui. Altra unit geopolitica lAsia gialla con Cina - Mongolia - Corea - Giappone e poi Birmania - Indocina - Thailandia - Malesia fino agli arcipelaghi meridionali che, con lIndonesia e la Guinea rappresentano il ponte di isole verso la grande isola-continente Australia. Tornando alla nostra Eurasia a nord del 50 parallelo del Kazakhistan, ancora abitato da forti minoranze russe post-sovietiche, possiamo considerare lattuale confine russo-mongolo-manciuriano, dagli Altaj fino allAmur-Ussuri come il confine tra i due mondi, le due Asie, o meglio lEurasia propriamente detta e le altre unit geopolitiche della pi grande massa continentale mondiale.

    Notiamo per inciso che il baricentro di questa Eurasia, praticamente la Siberia nord-occidentale a ridosso degli Urali, fu indicato dal geopolitica inglese Sir Halford Mckinder, allinizio del secolo scorso, come il famoso HEARTLAND, il Cuore della Terra, cio il retroterra logistico della massa continentale pi lontano e difendibile dallattacco di una potenza marittima (ieri Impero Britannico, oggi Stati Uniti). Nel conflitto planetario tra il Mare e la Terra, intese come categorie geopolitiche in conflitto, il possesso dellHeartland assicurerebbe il controllo dellEurasia, quindi dellIsola Mondo, quindi del mondo intero. Le recenti invasioni americane di Afghanistan e Iraq, con minacce allIran e alla Corea del Nord e gli avamposti nel Caucaso (Georgia) e nelle repubbliche ex-sovietiche dellAsia centrale, possono essere letti (non solo, ma anche e diremmo principalmente) come il tentativo di penetrare quanto pi possibile allinterno della massa continentale, verso lHeartland appunto: mirando da una parte al ventre molle della Russia ancora non ripresasi dalla crisi post-sovietica dellimplosione dellimpero e dallaltra alle spalle terrestri della Cina, il cui baricentro politico e demografico tutto spostato a oriente, verso il mare e le cui retrovie terrestri sono abitate in buona parte da popolazioni non-cinesi (Uiguri, Tibetani, Mongoli).

    La geostrategia della talassocrazia americana da due secoli a questa parte di una tale linearit, a prescindere dal succedersi delle amministrazioni al potere a Washington, da non lasciare alcun dubbio sugli effettivi intenti anti-eurasiatici degli Stati Uniti dAmerica. I quali possono sempre contare sullinviolabilit del proprio continente isola, almeno fino all 11 settembre 2001 A occidente dellEurasia le isole atlantiche e in particolare lIslanda fanno parte sempre della storia e della geografia dEuropa, almeno dalle spedizioni vichinghe in poi.

    Notiamo infatti come la grande epopea scandinava sia arrivata da una parte alle coste americane (la Groenlandia e la Vinlandia) e dallaltra abbia attraversato per via fluviale lintera Russia, dal Baltico al Mar Nero, per non parlare dei Normanni in Sicilia. Lunit eurasiatica da Reykjavik a Vladivostok, al di l dellassonanza, quindi una REALTA GEOPOLITICAMENTE (cio geograficamente e storicamente) OMOGENEA.

    LIslanda in questo senso, per la sua collocazione nord-Atlantica, non solo parte integrante del mondo europeo scandinavo, ma eventualmente avamposto della difesa dellEurasia in quel settore, contro la minaccia marittima dellaltro lato dellAtlantico. Non per nulla, cosa poco nota, fu occupata subito dalle truppe angloamericane che attaccavano la Fortezza Europa nella II Guerra Mondiale. La Groenlandia stessa, legata oggi alla Danimarca, pur se lontana geograficamente, parte di questa storia europea. E la pi grande isola del mondo, con i suoi 2.175.000 kmq.

    Thule (lattuale Qaanaaq) tra lo Stretto di Nares e la Baia di Baffin lestremo avamposto proprio di fronte alla costa americana. Per esser precisi alle isole del nord Canada. LEurasia unita delineata dalla Geopolitica sarebbe indubbiamente il pi esteso stato del mondo, con una popolazione etno-culturalmente omogenea, ma con una ricchezza di minoranze che rappresenterebbero i naturali punti di saldatura con le nazioni e i popoli delle altre nicchie geopolitiche confinanti: arabo-mediterranea, turche, iraniche, sino-mongoliche.

    E non dimentichiamo che lo stesso continente americano, sia quello latino ispano-lusitano a sud che, a nord, il Quebec francofono, hanno ancor oggi strettissimi rapporti di sangue, di lingua, di civilt con il nostro mondo e lEurasia cos delineata. LEurasia inoltre, per le sue dimensioni e la sua potenza, per la sua cultura e la sua pluralit creativa, rappresenterebbe un fattore di stabilit, di pace e di vero progresso nella Tradizione per tutti i popoli al di qua dellAtlantico e del Pacifico.

    Una stabilit di equilibrio offerta soprattutto dal riconoscimento dei rispettivi limiti geopolitici di appartenenza, in sinergica collaborazione tra aree comunque autarchicamente autosufficienti. Ma, ovviamente, anche gli strateghi mondialisti della superpotenza oceanica USA conoscono la Geopolitica, le sue regole, i suoi confini. Essa materia di studio nelle universit americane e nei centri strategici militari. Del resto gi dai tempi dellAmmiraglio Mahan che le FFAA U.S.A hanno tracciato le linee espansive della loro geostrategia planetaria.

    Il mito mobilitante del Far West! La marcia ad Ovest che prosegue idealmente il viaggio previsto da Colombo dallEuropa allAsia, prosegue tuttora. Oggi in Afghanistan, in Iraq, in Medio Oriente, con la base fissa di Israele, domani ancor oltre contro Cina e Russia: QUINDI contro il nostro retroterra strategica, di noi europei. Gi lEuropa occidentale fu sottomessa nella II Guerra Mondiale e incatenata nei trattati asimmetrici con al centro lAmerica, come la NATO, oramai superata, attorno allasse oceanico atlantico. Una logica geopolitica marittima che ritroviamo nellopera del trilateralista Huntngton.

    La nuova Europa che si tenta oggi di formare sarebbe solo un moncherino se fosse privata della sua naturale proiezione geopolitica siberiana, delle sue materie prime , ma soprattutto del suo SPAZIO vitale che in Geopolitica fa la potenza di uno stato, anzi E POTENZA.

    Lo scontro tra Eurasia e America, fra Terra e Mare, fra Civilt tradizionale e Mondo Moderno, tra Imperium e globalizzazione inevitabile alla lunga, perch iscritto nelle leggi immutabili della Storia e della Geografia. O sapremo riconoscere linevitabilit del nostro destino geopolitico ed agire di conseguenza o saremo destinati a scomparire in un pulviscolo di staterelli impotenti, assoggettati tutti dallunico comune denominatore dellamerican way of life, il vero nome della globalizzazione mondialista.

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